Trump ama la Groenlandia ecco perché questa terra di ghiaccio custodisce una ricchezza che potrebbe cambiare l'energia globale
La Groenlandia, la più grande isola della Terra, possiede alcune delle riserve di risorse naturali più ricche al mondo. Queste includono materiali critici – risorse come litio e terre rare (REE) che sono essenziali per le tecnologie verdi, ma la loro produzione e sostenibilità sono altamente sensibili – oltre ad altri minerali e metalli pregiati, e a una grande quantità di idrocarburi, tra cui petrolio e gas. Tre depositi ricchi di REE, situati in profondità sotto il ghiaccio, potrebbero essere tra i più grandi al mondo per volume, offrendo un grande potenziale per la fabbricazione di batterie e componenti elettrici essenziali per la transizione energetica globale.
In This Article:
- Una riserva di dimensioni stellari: litio, terre rare e idrocarburi
- Stime e potenziale: 31 miliardi di barili equivalenti e oltre l’area ghiacciata
- La storia geologica della Groenlandia: montagne, rifting e attività vulcanica
- I metalli chiave e il loro ruolo cruciale nelle tecnologie future
- Dilemmi climatici, transizione energetica e regolamentazione
- Regolamentazione e futuro: cosa succede ora in Groenlandia
- Nota finale e citazioni
Una riserva di dimensioni stellari: litio, terre rare e idrocarburi
La portata delle risorse della Groenlandia è diventata oggetto di studio e discussione globale. Tre depositi che contengono terre rare, sepolti sotto il ghiaccio, potrebbero essere tra i più grandi al mondo per volume e aprire nuove opportunità per la fabbricazione di batterie e componenti energetici essenziali per la trasformazione energetica globale. La ricerca indica che, se ben gestite, queste risorse potrebbero influenzare significativamente i mercati delle terre rare e dei metalli critici.
Stime e potenziale: 31 miliardi di barili equivalenti e oltre l’area ghiacciata
La US Geological Survey stima che la Groenlandia nord-orientale a terra (inclusi i settori coperti dal ghiaccio) contenga circa 31 miliardi di barili equivalenti di petrolio in idrocarburi (boe) — paragonabili all’intera massa di riserve petrolifere dimostrate degli Stati Uniti. Ma l’area priva di ghiaccio, che è quasi il doppio rispetto al Regno Unito, rappresenta meno di un quinto della superficie totale dell’isola, sollevando la possibilità che immense riserve naturali rimangano inesplorate sotto il ghiaccio.
La storia geologica della Groenlandia: montagne, rifting e attività vulcanica
Geologicamente, la Groenlandia mostra una delle storie più variegate degli ultimi quattro miliardi di anni. Alcuni dei più antichi blocchi rocciosi della Terra si trovano qui, insieme a massi di ferro nativo di notevoli dimensioni. Pip di kimberlite contenenti diamanti furono scoperti negli anni ’70 ma non sono stati sfruttati, principalmente a causa delle difficili condizioni logistiche dell’estrazione. In termini geologici, è molto insolito — e stimolante per geologi come me — che un’area abbia sperimentato tutti e tre i modi chiave in cui le risorse naturali si generano: attraverso episodi di formazione di monti, di rifting (rilassamento ed espansione della crosta) e di attività vulcanica.
I metalli chiave e il loro ruolo cruciale nelle tecnologie future
La Groenlandia ospita anche giacimenti di metalli quali piombo, rame, ferro e zinco nelle bacine sedimentarie onshore, lavorati localmente su piccola scala dal 1780. Fra le REE, quelle come niobio, tantalio e iterbio sono state scoperte in strati di roccia ignea — simili alla scoperta e successivo sfruttamento di riserve di argento e zinco nel sud-ovest dell’Inghilterra, generate da acque termali calde che circolavano ai margini di grandi intrusioni vulcaniche. Tra le REE, la Groenlandia è anche prevista in possesso di riserve sotto il ghiaccio di disprosio e neodimio capaci di soddisfare oltre un quarto della domanda globale prevista per il futuro, per un totale di quasi 40 milioni di tonnellate. Questi elementi sono sempre più considerati tra i più importanti, ma difficili da reperire, per la loro indispensabilità in turbine eoliche, motori elettrici per veicoli a zero emissioni e magneti in contesti ad alta temperatura come i reattori nucleari. Lo sviluppo di depositi noti come Kvanefield nel sud della Groenlandia — senza menzionare quelli non ancora scoperti nel nucleo roccioso centrale — potrebbe influire notevolmente sul mercato globale delle REE a causa della loro scarsità relativa.
Dilemmi climatici, transizione energetica e regolamentazione
La transizione energetica globale è nata dall’aumento della consapevolezza delle minacce del riscaldamento globale. Tuttavia, il cambiamento climatico ha implicazioni significative per la disponibilità di molte risorse groenlandesi ancora coperte da chilometri di ghiaccio, e che rappresentano una chiave della transizione energetica. Un’area grande quanto l’Albania si è sciolta dal 1995, e questa tendenza probabilmente accelererà a meno che le emissioni globali di carbonio non diminuiscano drasticamente nel prossimo futuro. Progressi recenti nelle tecniche di prospezione, come l’uso del radar a penetrazione del terreno, ci permettono di osservare con sempre maggiore certezza sotto il ghiaccio, ottenendo un quadro accurato della topografia del bedrock al di sotto di fino a 2 km di spessore di ghiaccio, fornendo indizi sul potenziale delle risorse nella subsuperficie groenlandese. Tuttavia, i progressi nell’esplorazione sotto il ghiaccio sono lenti, e un’estrazione sostenibile potrebbe rivelarsi ancora più difficile.
Regolamentazione e futuro: cosa succede ora in Groenlandia
Attualmente, tutte le attività minerarie ed estrattive sono strettamente regolate dal governo della Groenlandia attraverso quadri legali che risalgono agli anni ’70. Tuttavia, le pressioni per allentare tali controlli e concedere nuove licenze di esplorazione ed estrazione potrebbero aumentare, mentre gli Stati Uniti mostrano un forte interesse per il futuro della Groenlandia. Jonathan Paul, Associate Professor in Earth Science, Royal Holloway, University of London, commenta sul contesto.
Nota finale e citazioni
Questo articolo è una ripubblicazione da The Conversation sotto una licenza Creative Commons. Leggi l'articolo originale.