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Non possono dormire né mangiare: i proprietari del nightclub difendono la sicurezza di Le Constellation mentre si valutano accuse di omicidio colposo

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La coppia che gestisce Le Constellation, la discoteca svizzera al centro di Crans-Montana, non dorme e non mangia da giorni dopo la tragedia. I proprietari, come riferito, sono Jacques Moretti, 49 anni, e sua moglie Jessica, 40 anni, che era all’interno dell’edificio quando l’incendio scoppiò. L’inferno ha causato decine di morti e gli inquirenti valutano l’ipotesi di azioni penali. Le famiglie chiedono risposte e i curiosi cercano dispersi tra le nevi. «Non possiamo né dormire né mangiare, siamo tutti molto malati.» La coppia, descritta come figure potenti nel settore dell’ospitalità svizzero, è al centro dell’indagine mentre si cerca di capire come si sia sviluppato l’incendio. Mentre i soccorritori lavorano per identificare i corpi e informare le famiglie, i media hanno rivelato che Jessica Moretti era all’interno del bar quando le fiamme scoppiarono e ha riportato ustioni al braccio. Mr Moretti, che non era nel locale, è ora ascoltato dalle autorità e ha detto a 20 Minuten: «Non possiamo né dormire né mangiare, siamo tutti molto malati.»

Non possono dormire né mangiare: i proprietari del nightclub difendono la sicurezza di Le Constellation mentre si valutano accuse di omicidio colposo

L’incendio si è scatenato nel seminterrato di Le Constellation nel cuore di Crans-Montana

L’incendio è iniziato nel seminterrato di Le Constellation, locale popolare situato nel centro della città alpina di Crans-Montana, nel cantone del Valais, intorno alle 1:30 ora locale (0:30 GMT) di giovedì mattina. Le fiamme hanno divorato rapidamente il club, che riuniva persone provenienti da tutto il mondo, trasformando l’edificio in un inferno fuoco. Le autorità hanno confermato almeno 40 vittime, mentre secondo fonti italiane i morti sarebbero 47, e 119 persone sono rimaste ferite, molte delle quali adolescenti o ventenni con ustioni di terzo grado. Le famiglie attendono preoccupate ferri da dispersi, mentre una studentessa britannico-educata, Charlotte Niddam, risultava tra i dispersi.

L’incendio si è scatenato nel seminterrato di Le Constellation nel cuore di Crans-Montana

Il proprietario parla per la prima volta: «Non possiamo né dormire né mangiare» e difende la sicurezza

Il signor Jacques Moretti, che non era presente nel locale al momento dell’incendio, ha rilasciato una dichiarazione al quotidiano svizzero 20 Minuten: «We can neither sleep nor eat, we are all very unwell.» Ha anche difeso la sicurezza del nightclub dopo che è emerso che il locale era arredato con mobili in legno e un soffitto in materiale espanso e disponeva di una sola stretta scala di uscita. Moretti ha affermato: «Everything had been done according to regulation.» Ha insistito sul fatto che la coppia sta collaborando con le autorità, aggiungendo: «Faremo tutto ciò che è in nostro potere per chiarire le cause. Stiamo facendo tutto il possibile. I nostri avvocati sono anche coinvolti.»

Il proprietario parla per la prima volta: «Non possiamo né dormire né mangiare» e difende la sicurezza

Sicurezza e regolamenti sotto esame: cosa è stato controllato e cosa manca

La procuratrice generale del Vallese Beatrice Pilloud ha spiegato che l’indagine esamina anche i materiali utilizzati, le uscite di emergenza, e la capienza del locale. «Stiamo esaminando cosa è stato usato per le superfici e se i materiali sono conformi alle normative. L’emergenza agli estintori e alle vie di fuga è anch’essa oggetto di indagine.» Ha aggiunto: «La nostra indagine comprende anche la schiuma sul soffitto.» «Non è ancora chiaro se qualcuno subirà accuse penali. Tuttavia, è possibile che venga avviata un’indagine per omicidio colposo.» Ha osservato inoltre che «attualmente non esiste alcuna responsabilità penale.»

Sicurezza e regolamenti sotto esame: cosa è stato controllato e cosa manca

L’indagine cresce: un team di 30 persone al lavoro e nuove piste

Una squadra di 30 persone è coinvolta nell’indagine, mentre la priorità delle autorità resta identificare i deceduti per permettere alle famiglie di iniziare il loro dolore. Il responsabile delle identificazioni, il maggiore Pierre-Antoine Lengen, ha riferito che un’altra trentina di operatori lavora sull’identificazione delle vittime, utilizzando alfabeti del DNA, registri dentali e oggetti trasportati prima della morte. Il processo richiederà tempo, ha ammesso, e ha chiesto alle famiglie di avere pazienza.

L’indagine cresce: un team di 30 persone al lavoro e nuove piste

Charlotte Niddam: la ragazza scomparsa a Crans-MMontana

Charlotte Niddam, una ragazza di circa 15 anni, è una delle due persone ufficialmente confermate come scomparse. Era una studentessa dell’Immanuel College, una scuola privata ebraica a Hertfordshire. L’istituto ha confermato la sua scomparsa: «We are reaching out with an urgent request for our school community to come together in support of Charlotte Niddam.» La famiglia si è trasferita in Francia. «Charlotte era una student at Immanuel College, and her family have now moved back to France. The families have asked that we all keep them in our thoughts and prayers during this extremely difficult time. We are all praying for a miracle for Charlotte and the others, and want the families to feel the full strength of the Immanuel College community's support.» Numerosi messaggi di amici e ex-compagni hanno ricordato Charlotte sui social, tra foto e ricordi commossi.

Charlotte Niddam: la ragazza scomparsa a Crans-MMontana

La coppia Moretti e Le Constellation: un successo corsico diventato icona locale

La coppia Jacques e Jessica Moretti, originari della Corsica, ha aperto Le Constellation a Crans-Montana nel dicembre 2015, dopo essersi innamorati della zona durante una settimana di vacanza nel 2011. Il locale con terrazza al piano superiore e un club al seminterrato divenne uno dei ritrovi più popolari della località, con una clientela di giovani e residenti benestanti. Secondo il sito Crans-Montana, il bar offriva uno «spazio elegante» e un’atmosfera festaiola, con descrizioni come «il posto da essere» e molto frequentato da una clientela internazionale. Si racconta che permettesse l’ingresso a persone di 16 anni o più, una delle poche strutture a consentire l’ingresso ai minori di 18 anni. Il successo ha permesso ai Moretti di aprire altri due ristoranti nella zona: Senso, un burger gourmet aperto nel 2020, e Vieux Chalet, in Lens, nel 2023. Hanno anche pianificato un festival corsico a Lens con cantanti e performance serali. Modalità di lavoro e passione della coppia hanno contribuito a costruire una reputazione di imprenditori dediti e laboriosi.

La coppia Moretti e Le Constellation: un successo corsico diventato icona locale

Presenza sui social e identità professionale

Pur non avendo un profilo pubblico evidente, la moglie Jessica gestisce account su Instagram e Facebook e un profilo LinkedIn che la presenta come Propriétaire, ossia proprietaria, delle tre attività. I commenti delle fonti indicano che i Moretti hanno una forte presenza nel tessuto economico e sociale di Crans-Montana, alimentando una reputazione di imprenditori energici e a lungo impegnati nel successo della località turistica. I genitori dei minori dispersi hanno lanciato appelli disperati, mentre le ambasciate straniere corrono ai ripari per verificare se i loro cittadini siano tra i coinvolti.

Presenza sui social e identità professionale

L’attesa dei familiari e le ripercussioni internazionali

I feriti includono 71 cittadini svizzeri, 14 francesi e 11 italiani, oltre a persone provenienti da Serbia, Bosnia-Erzegovina, Lussemburgo, Belgio, Portogallo e Polonia, secondo il comandante di polizia del Vallese, Frédéric Gisler. Altre 14 persone la cui nazionalità è incerta sono sotto osservazione. Sei italiani risultano ancora dispersi e 13 ospedalizzati, otto francesi mancanti e nove tra i feriti. Il primo deceduto a essere comunicato alle famiglie è stato Emanuele Galeppini, 17 anni, italiano. Il presidente svizzero Guy Parmelin ha descritto l’inferno come “una delle peggiori tragedie che la nostra nazione abbia vissuto” in quanto ha “tagliato la vita a molti giovani”.

L’attesa dei familiari e le ripercussioni internazionali

Nuovi video e testimonianze di sopravvissuti

I soccorritori hanno rilasciato footage agghiacciante che mostra le fiamme che si propagano rapidamente sul soffitto della sala. Un video, pubblicato in esclusiva dal BFMTV, mostra una cameriera seduta sulle spalle di un collega tenendo una scintilla in aria, pochi secondi prima che l’incendio devasti il locale. Un testimone sopravvissuto, Ferdinand Du Beaudiez, ha raccontato: «Sono entrato due volte nel seminterrato in fiamme nel tentativo di salvare mio fratello e la mia ragazza, cercando di trascinare i corpi tra fiamme e fumo.» Un'altra scena: prima dello scoppio, una cameriera è stata vista ballare e agitare una scintilla sotto pannelli fonoassorbenti in schiuma; alcuni commensali hanno lanciato soldi o selfie, ignari del pericolo. È stata una corsa contro il tempo per sfuggire.

Nuovi video e testimonianze di sopravvissuti

Ricerche sui materiali, uscite e risposte ufficiali

Le autorità hanno annunciato che verrà esaminata la conformità del soffitto e dei materiali fonoassorbenti con le normative, nonché se le scintille fossero permessi all’interno del locale. Le candeline che sprigionano scintille sono di tipo comune per le feste. Verranno inoltre considerate altre misure di sicurezza, tra cui estintori e vie di fuga. Beatrice Pilloud ha avvertito che potrebbero esserci procedimenti penali se vi sono responsabilità. Particolare rilievo viene dato al video che mostra le fiamme che si propagano sul soffitto, come riferito dalle immagini emergenti. «Beatrice Pilloud, l’avvocato generale del Vallese, ha avvertito della possibilità di procedimenti penali se verrà riscontrata una responsabilità penale.»

Ricerche sui materiali, uscite e risposte ufficiali

Verso una verità difficile: la lunga strada delle identificazioni e dei rilasci

La situazione resta drammatica per le famiglie. Le autorità hanno chiesto pazienza e hanno promesso di identificare i corpi e fornire notizie. Il lavoro di identificazione coinvolge l’uso di DNA, registri dentali e oggetti portati dai defunti. Le famiglie continueranno a cercare i propri cari raccontando storie d’amore e di paura, mentre la comunità di Crans-Montana si stringe intorno alle vittime. L’indagine continua a progredire e potrebbero emergere nuove accuse o misure a tutela di chi è stato colpito dalla tragedia.

Verso una verità difficile: la lunga strada delle identificazioni e dei rilasci