La lingua universale per parlare con gli alieni potrebbe nascere dalla matematica delle api
Un gruppo di scienziati australiani ha rivelato come potremmo imparare a parlare con gli alieni, e la risposta si trova proprio qui sulla Terra. Se dovessimo entrare in contatto con forme di vita extraterrestri, probabilmente sarebbe necessario inviare messaggi attraverso enormi distanze di spazio interstellare. La domanda per gli astronomi che osservano civiltà lontane è: come potrebbe essere possibile questa comunicazione se non condividiamo una lingua? Ora, gli scienziati dicono che potremmo sviluppare una 'lingua universale' con un'improbabile ispirazione: l'umile ape. Con sei zampe, cinque occhi e una struttura sociale radicalmente diversa, le api sono tra le cose più vicine agli alieni qui sulla Terra. Anche se i cervelli di api e di esseri umani sono molto diversi, entrambi hanno evoluto metodi complessi di comunicazione e cooperazione. Più importante, nuove ricerche mostrano che le api hanno anche un'altra cosa molto importante in comune con gli esseri umani, ovvero la capacità di fare matematica. Basandosi su questa sorprendente scoperta, gli scienziati credono che la matematica potrebbe essere la base di una lingua universale.
La matematica come linguaggio universale: cosa hanno scoperto le api
Basandosi su questa sorprendente scoperta, gli scienziati credono che la matematica potrebbe essere la base di una lingua universale. Per trovare una soluzione, i ricercatori hanno condotto esperimenti in cui le api potevano partecipare a test matematici per ricevere una ricompensa di acqua zuccherata. Durante questi test, le api hanno mostrato la capacità di sommare e sottrarre, classificare le quantità come pari o dispari e persino dimostrare una comprensione di 'zero'. Incredibilmente, le api hanno persino dimostrato la capacità di associare simboli astratti con i numeri, in una versione molto semplice di come gli esseri umani imparano i numeri arabi. Il fatto che un organismo così diverso condivida concetti matematici con gli esseri umani rafforza l'idea che la matematica possa essere un linguaggio universale. L'idea che la matematica possa essere la base della comunicazione con gli alieni non è una teoria nuova. Infatti, le copertine del Golden Record, che accompagnavano le sonde Voyager 1 e Voyager 2 lanciate nel 1977, erano incise con quantità matematiche e fisiche. Allo stesso modo, quando i ricercatori hanno trasmesso il messaggio radio Arecibo nello spazio nel 1974, conteneva 1.679 zeri e uno, ordinati per comunicare i numeri da 1 a 10 e i numeri atomici degli elementi che compongono il DNA. Tuttavia, gli scienziati non erano sicuri se gli alieni avrebbero avuto concetti matematici sufficientemente simili da capire questi messaggi. Se le api possono capire la matematica, allora anche gli alieni potrebbero condividere gli stessi concetti universali. Ciò significa che i tentativi di comunicare attraverso la matematica, come la copertina dei dischi d'oro su Voyager One e Voyager Two, potrebbero avere successo. Nella loro nuova ricerca, i ricercatori sostengono che le prove dalle api suggeriscono che la matematica sia davvero universale.
La Drake Equation e le sue implicazioni sull'esistenza di civiltà aliene e sul contatto interstellare
Il Drake Equation è un modello a sette variabili per stimare la probabilità che esistano civiltà attive oltre la Terra. Prende in considerazione fattori come il tasso di formazione stellare, il numero di stelle che potrebbero formare sistemi planetari, e il numero di pianeti potenzialmente abitabili in quei sistemi. L'equazione include dati recenti dal satellite Kepler della NASA sul numero di esopianeti che potrebbero ospitare vita. I ricercatori hanno anche adattato l'equazione, passando dal considerare il numero di civiltà che esistono ora al considerare la probabilità che una civiltà sia l'unica a essere mai esistita. I ricercatori hanno trovato che le probabilità che una civiltà avanzata si sviluppi devono essere inferiori a una su 10 miliardi di trilioni affinché gli esseri umani siano l'unica vita intelligente nell'universo. A meno che le probabilità che la vita avanzata evolva su un pianeta abitabile non siano incredibilmente basse, allora l'umanità non sarebbe l'unica civiltà avanzata mai esistita. Ma i dati di Kepler collocano tali probabilità molto più in alto, il che significa che civiltà tecnologicamente avanzate potrebbero aver esistito in qualche momento.