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La Grande Piramide, una macchina interna di contrappesi e pulegge che cambia tutto

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La costruzione della Grande Piramide d'Egitto ha a lungo lasciato perplessi gli archeologi, senza testi antichi che spiegassero come enormi blocchi di pietra venissero sollevati e assemblati così rapidamente. Le teorie tradizionali si basano su rampe e su una costruzione lenta, strato dopo strato, ma faticano a spiegare come blocchi pesanti fino a 60 tonnellate siano stati innalzati a circa 30–60 metri di altezza in soli due decenni. Ora, un nuovo studio propone che la piramide sia stata costruita usando un sistema interno di contrappesi e meccanismi simili a pulegge nascosti all'interno della sua struttura. In una ricerca pubblicata su Nature, il dottor Simon Andreas Scheuring della Weill Cornell Medicine di New York ha calcolato che gli operai avrebbero potuto sollevare e posare blocchi massicci a ritmi incredibilmente elevati, a volte anche fino a un blocco al minuto. Ha sostenuto che ciò sarebbe stato possibile solo con contrappesi scorrevoli, piuttosto che con traino brutale, generando la potenza necessaria per sollevare le pietre ai livelli superiori della Piramide di Cheope. Lo studio ha anche indicato caratteristiche architettoniche all'interno della piramide che supportano questo modello, identificando la Grande Galleria e il Passaggio Ascendente come rampe inclinate dove i contrappesi potrebbero essere stati lasciati scivolare per creare una forza di sollevamento. L'Anticamera, a lungo ritenuta una funzione di sicurezza, è reinterpretata come una stazione di sollevamento simile a una puleggia. Se è vero, lo studio suggerisce che la Grande Piramide sia stata costruita dall'interno verso l'esterno, partendo da un nucleo interno e utilizzando sistemi di pulegge nascosti per sollevare le pietre man mano che la struttura cresce. La Grande Piramide di Cheope, la più antica e la più grande delle piramidi di Giza, fu costruita come tomba del Faraone Cheope intorno al 2560 a.C., circa 4585 anni fa. La mummia del faraone e i suoi tesori non sono mai stati trovati, e la piramide è rimasta la struttura più alta del mondo per millenni e l'unica Antica Meraviglia ancora in gran parte intatta. Ci credi a questa nuova teoria sulla Grande Piramide? È famosa per la sua costruzione con milioni di blocchi di pietra e per i suoi passaggi interni complessi che conducono alla Camera del Re. Secondo il nuovo studio, pesanti contrappesi scivolavano lungo passaggi interni inclinati, generando una forza che sollevava i blocchi altrove nel nucleo.

La Grande Piramide, una macchina interna di contrappesi e pulegge che cambia tutto

Una nuova teoria concreta: contrappesi interni, pulegge e costruzione dall'interno

Scheuring ha reinterpretato la Grand Gallery e il Passaggio Ascendente come rampe di costruzione interne piuttosto che corridoi cerimoniali. Ha indicato graffi, segni di usura e superfici lucidate lungo le pareti della Grande Galleria come prova che grandi slitte si muovevano ripetutamente lungo la sua lunghezza, suggerendo stress meccanico coerente con carichi scorrenti piuttosto che con traffico di piedi o uso rituale. Lo studio ha anche offerto una nuova spiegazione per l'Anticamera, una piccola stanza in granito poco prima della Camera del Re. Tradizionalmente pensata come dispositivo di sicurezza per bloccare i tombaroli, l'Anticamera è reinterpretata come una stazione di sollevamento simile a una puleggia. Se vero, lo studio suggerisce che la Grande Piramide sia stata costruita dall'interno verso l'esterno, partendo da un nucleo interno e utilizzando sistemi di pulegge nascosti per sollevare le pietre man mano che la struttura cresce. Scanalature incise nelle pareti di granito, supporti in pietra che potrebbero aver sostenuto travi di legno, e lavorazioni insolitamente grezze indicano una macchina funzionale piuttosto che una stanza cerimoniale finita. In Scheuring’s reconstruction, ropes would have run over wooden logs set into the Antechamber, allowing workers to lift stones weighing up to 60 tons. The system could be adjusted to increase lifting power when needed, similar to changing gears. Oversized rope grooves and an uneven, inlaid floor suggest the chamber was once connected to a vertical shaft that was later sealed once construction ended. Oltre le singole stanze, Scheuring argued that the pyramid’s entire internal layout reflects engineering compromises rather than symbolic design. Major chambers and passages cluster near a shared vertical axis but are oddly offset rather than perfectly centered. The Queen’s Chamber, for example, is centered north–south but not east–west, while the King’s Chamber sits noticeably south of the pyramid’s central axis. Such irregularities are difficult to explain if the pyramid was built neatly from the ground up using external ramps. Instead, the offsets suggest builders were working around mechanical constraints imposed by internal lifting systems. The theory also offered explanations for puzzling exterior features, including the slight concavity of the pyramid’s faces and the complex pattern in which stone layers gradually change height. According to Scheuring, these features may reflect how internal ramps and lifting points shifted as the pyramid rose and stones became lighter at higher levels. Importantly, the model makes testable predictions, suggesting no large undiscovered chambers remain hidden in the pyramid’s core, an idea supported by recent muon-scanning surveys. However, smaller corridors or remnants of internal ramps may still exist in the outer portions of the structure, particularly higher up. If supported by future discoveries, Scheuring’s proposal could reshape how archaeologists understand not only the Great Pyramid but also pyramid construction across ancient Egypt.

Una nuova teoria concreta: contrappesi interni, pulegge e costruzione dall'interno

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