Banchiere eroe salva dieci giovani dal rogo al bar Le Constellation di Crans-Montana dopo la telefonata disperata di sua figlia
Crans-Montana, Svizzera — in una notte che doveva essere di festa, un incendio devastante ha inghiottito il bar Le Constellation durante i festeggiamenti di Capodanno, provocando decine di morti e centinaia di feriti. Paolo Campolo, 55 anni, banchiere svizzero-italiano, si è precipitato da Crans-MMontana al luogo dell’emergenza dopo aver ricevuto una chiamata disperata da sua figlia. Secondo le ricostruzioni, lui ha forzato l’ingresso di una porta laterale per permettere ai riviventi di fuggire mentre l’edificio veniva avvolto da fiamme e fumo in pochi secondi. Con l’ingresso principale bloccato dalla calca dei presenti in fuga, Campolo identificò una porta laterale e la aprì con forza. I soccorritori arrivarono poco prima, ma molte persone rimanevano intrappolate nel locale. Le immagini pubblicate online sembrano mostrare un uomo che forza una porta sul lato destro dell’ingresso principale e una giovane donna evidentemente sconvolta che esce immediatamente, anche se non è chiaro se si tratti proprio di lui. Nei giorni successivi, Campolo, che è anche analista finanziario, ha ricordato al quotidiano italiano Il Messaggero l’orrore alle spalle della porta aperta: "C'erano diversi corpi ovunque. Vivi ma bruciati. Alcuni coscienti, altri no.". "Pregavano aiuto in diverse lingue. Erano molto giovani.". "Ho trascinato fuori i ragazzi a mani nude. Uno dopo l’altro. Erano vivi ma feriti, molti di loro gravemente."
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Il salvataggio di dieci giovani: Campolo forza una porta laterale per salvare vite tra fiamme e fumo
Con l’ingresso principale ostruito dalla calca in fuga, Campolo scelse una porta laterale e, con l’aiuto di un altro uomo, la forzò per permettere ai ragazzi e agli occupanti di emergenza di correre verso l’uscita. I soccorritori avevano già raggiunto la scena, ma molte persone rimanevano intrappolate nel locale che si riempiva di fumo e fiamme. Nelle immagini filtrate online si sente chiaramente che il fuoco avanza: "C'erano diversi corpi ovunque. Vivi ma bruciati. Alcuni coscienti, altri no.". "Pregavano aiuto in diverse lingue. Erano molto giovani.". "Ho trascinato fuori i ragazzi a mani nude. Uno dopo l’altro. Erano vivi ma feriti, molti di loro gravemente." Campolo racconta di aver pullato fuori i bambini con le mani nude, senza pensare al dolore, al fumo o al pericolo: "Non pensavo al dolore, al fumo, al pericolo. Ho tirato fuori i ragazzi a mani nude. Uno dopo l’altro. Erano vivi ma feriti, molti di loro gravemente.". L’edificio, che ospitava giovani festaioli, aveva appena iniziato a crollare mentre la gente cercava di sfuggire dall’unica uscita. Alcune dinamiche d’emergenza sono state osservate fin dal primo intervento dei vigili del fuoco, che erano già sul posto al momento dell’arrivo di Campolo, distanti soli circa 50 yarde dalla sua casa. Campolo è ora ricoverato a Sion per inalazione di fumo; sua figlia è rimasta illesa, ma il suo ragazzo è in gravi condizioni in un ospedale di Basilea. Secondo la polizia del Valais, tra i feriti vi sono 71 cittadini svizzeri, 14 francesi e 11 italiani, con cittadini di Serbia, Bosnia‑Herzegovina, Lussemburgo, Belgio, Portogallo e Polonia; le nazionalità di 14 persone restano non chiare. Le autorità hanno avviato procedure per l’identificazione delle vittime e per la determinazione delle cause, e potrebbero volerci giorni per chiudere il quadro.”
La scomparsa di Charlotte Niddam e i profili delle vittime tra le prime notizie
Tra le persone colpite dalla tragedia è presente la 15enne Charlotte Niddam, studentessa britannica dalle origini francesi, la cui scomparsa ha allarmato famiglie e istituzioni. Le notizie indicano che Le Constellation era particolarmente popolare tra i più giovani, e molte delle vittime erano adolescenti. Charlotte Niddam, di origine francese, è stata descritta come una ragazza che frequentava Immanuel College, una scuola privata ebraica a Hertfordshire, e la Jewish Free School nel nord di Londra. È tornata in Francia due anni fa. Sua madre, Marie-Sophie, vive a Zurigo. Charlotte offriva spesso la sua opera di babysitting a Crans-Montana per pochi euro. La sua scuola ha inviato messaggi ai genitori chiedendo preghiere per Charlotte e per la sua famiglia. Immanuel College ha chiesto ai genitori di unirsi nel sostegno a Charlotte Niddam. Un ex vicino la descriveva come "gentile" e "così brillante". In parallelo, un altro giovane testimone, Ferdinand Du Beaudiez, 19 anni, filmò i momenti iniziali della tragedia. Nella sua testimonianza al Daily Mail racconta: «Mi sono salvato, ma sono tornato dentro due volte per salvare mio fratello e la mia ragazza.» «Ho trovato una persona gravemente bruciata sulle scale. Le loro vesti erano bruciate; riuscivo a distinguere solo i denti.» Ferdinand descrive inoltre la scena drammatica di kit contenenti bottiglie di champagne con fuochette: «Ho visto qualcuno ordinare queste bottiglie di champagne e ho visto le cameriere prendere le bottiglie sulle spalle con le fiammelle in cima.» «Una delle fiammelle ha incendiato il tetto, che era fatto di schiuma isolante. Ho visto il tetto prendere fuoco e sono andato sotto il bar. Ho trovato dell’acqua nel frigorifero. Ho provato a versarla sul fuoco, ma non ha avuto alcun effetto.» «Ho preso la mano della mia ragazza e ho gridato a tutti: “Uscite!”». «Mi sono trovato per terra. Il mio primo istinto è stato coprirmi il viso con le braccia e chiudere gli occhi. A quel punto... qualcuno ha aperto la porta anteriore. Da lì entrò molta aria, che alimentò ulteriormente l’incendio. Il fuoco è diventato una palla di fuoco. In quel momento il fuoco ha prosciugato tutto l’ossigeno e non ho potuto più respirare.» «Così, in una ultima speranza, ho afferrato il tavolo e sono uscito. Non trovai nessuno. Tornai dentro. C’era troppa fumo e non riuscivo a respirare. Tornai fuori. Trovai un mio amico che era ustionato. Mi chiese: dove è la tua fidanzata?» «Ho trovato la mia fidanzata completamente in stato di shock.»
Indagini, responsabilità e colpo di scena: cause, uscite di emergenza e responsabilità penali
Beatrice Pilloud, procuratrice generale della regione del Valais, ha esordito dichiarando che potrebbero esserci azioni legali se emergessero responsabilità penali: «We assume that the fire originated from sparklers attached to champagne bottles. From there, the ceiling caught fire.» In italiano: «Si presume che l’incendio sia partito da fiammelle attaccate a bottiglie di champagne. Da lì il soffitto si è acceso.» Gli investigatori stanno esaminando anche i materiali usati nel locale, l’illuminazione (incluso il soffitto in schiuma), le uscite di emergenza, gli estintori e le capacità ricettive del bar. «Our investigation also includes the foam on the ceiling. It is still unclear whether any individuals will face criminal charges. However, it is possible that an investigation for negligent homicide will be initiated.» I proprietari hanno scelto di rompere il silenzio e hanno ammesso di non riuscire a dormire né a mangiare: "We can neither sleep nor eat, we are all very unwell." Il bar Le Constellation, gestito dalla coppia Jacques Moretti (49) e Jessica Moretti (40) – che erano presenti quella notte – è sotto esame: «Everything had been done according to regulation.» Sotto accusa è finita la struttura stessa, con pavimento in legno, soffitto in schiuma e una sola scalea stretta. Moretti ha dichiarato: «Noi siamo cooperanti con le autorità e faremo tutto ciò che è in nostro potere per chiarire le cause. I nostri avvocati sono coinvolti.» Gli inquirenti hanno annunciato che la coppia, che ha un figlio, aveva aperto Le Constellation nel dicembre 2015. Le domande principali riguardano come si sia propagato l’incendio così rapidamente e se la discarica di fuochi d’artificio fosse consentita: «We will do everything we can to help clarify the causes. We are doing everything in our power.» Mentre l’edificio veniva portato al buio, i soccorritori hanno trovato tante vittime e feriti. Almeno 47 persone sono morte e 119 ferite; alcune ancora disperse sono di età di 15 anni. Tutte le identità degli feriti sono state confermate, tranne che per sei persone per le gravissime ferite. Una testimonial ha mostrato alla folla una fotografia di una cameriera del locale che porta una scintilla sul braccio, poco prima che l’incendio si estendesse al soffitto. L’inferno non ha lasciato tregua: in una clip, i sopravvissuti hanno riferito del proprio dolore e della loro memoria a lungo termine. Quella notte, la storia di Le Constellation ha portato a una serie di domande su sicurezza antincendio, sistemi di emergenza e condizioni del locale. A Crans-Montana, l’indagine prosegue con l’attenzione delle autorità al fine di determinare le responsabilità e le misure necessarie per evitare tragedie simili in futuro.