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Avevo un marito adorabile e due figli splendidi ma a 40 anni ho rinunciato a tutto per diventare escort

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Per decenni ho creduto di essere cattiva nell’amore. Troppo flirtante, troppo avventata, dipendente dal brivido di un nuovo uomo per far funzionare una relazione. Dopo anni di legami disfunzionali, mi sono ritrovata a mettere su famiglia con un uomo educato e premuroso nei miei 30 anni. Abbiamo avuto due figli prima che la noia prendesse il sopravvento. A 38 anni ero di nuovo single e lì è davvero iniziato il caos. A 39 anni, così ossessionata dall’attenzione maschile che diventai escort. Ma non una escort discreta e segreta: diventai Samantha X, un’escort di alto profilo. Samantha era molto più sicura di me, più eccitante e avventurosa, e per dieci anni prese il sopravvento sulla mia vita. Nella fase di massima notorietà (se così si può dire), ero sui giornali quasi ogni giorno con titoli sensazionalisti e foto piccanti, scrivevo colonne e gestivo un’agenzia di escort per donne oltre 40. Quando ero Samantha, ero sempre in movimento. Sempre su un aereo, srotolando una notte in una camera d’albergo, brindando con un uomo d’affari affascinante in un completo costoso, contando banconote da cento dollari e facendomi comprare tutto. Per come la vedevo, ero sulla soglia dei quaranta e se un uomo voleva pagarmi cinquemila dollari per una cena (e per dessert…) e per essere una compagnia educata, allora perché no? Ma dietro le quinte ero un caos assoluto. Amici e familiari mettevano in discussione la mia salute mentale; la mia vita era caos. Rifiutavo di ascoltare. Loro erano i matti.

Avevo un marito adorabile e due figli splendidi ma a 40 anni ho rinunciato a tutto per diventare escort

La scoperta di Samantha X e la fuga dalla normalità

Era una realtà completamente diversa da quella che avevo interpretato. Era tutto un vortice di viaggi, incontri e ricchezza, ma dietro c’era una persona spezzata. Quando ero Samantha, ero sempre in volo e in tournée con la mia vita pubblica; la mania mi spingeva a fare sempre di più e a volare alto. Le foto, le interviste, i soldi: una vita che sembrava perfetta ma che era una maschera per nascondere il dolore. «Ma dietro le quinte, ero un assoluto caos. Amici e famiglia mettevano in discussione la mia salute mentale; la mia vita era caos. Rifiutavo di ascoltare. Loro erano i mad ones.» Mi fu chiaro solo molto tardi che avevo una condizione: «Io sono bipolare». A quel punto capii che tutto aveva una spiegazione e che la chiave non era smettere di amare, ma curare me stessa.

La scoperta di Samantha X e la fuga dalla normalità

La diagnosi arriva e cambia tutto: bipolare e la svolta

Si trattava di una malattia che ha un profilo molto stigmatizzato: la mania può portare a cambiamenti di personalità, rischio e impulsività sessuale. La mania significa sentimenti di grandezza, delusione, dissociazione, un enorme appetito sessuale e un impulso a conquistare. Poi, quando la mania si placa, arriva il disastro: la vergogna, la colpa e la confusione su perché sia stata così. Mi tormentavo chiedendomi perché fossi così. "La vergogna, la colpa e la confusione si trasformarono in trauma che, col tempo, divenne qualcos’altro". Fu solo con la diagnosi che trovai una spiegazione e iniziai a trattarmi.

La diagnosi arriva e cambia tutto: bipolare e la svolta

La rinascita e la vita stabilizzata: da Samantha X a Amanda Goff

Dopo anni di alti e bassi e una dipendenza dall’alcol che ha accompagnato la mia mania, ho smesso l’alcool e ho iniziato un percorso di recupero. Nel marzo 2023 ho fissato una visita dallo psichiatra, il professor Gordon Parker, fondatore del Black Dog Institute, il quale mi disse di essere “100 per cento sicuro” di essere bipolare. Dopo la diagnosi sono stata medicata: ricevo una dose di 100 mg di un farmaco stabilizzante l’umore ogni notte e probabilmente lo farò per il resto della vita. Gli anni da Samantha X restano come una lezione di umanità e compassione. Oggi sono Amanda Goff, una giornalista e insegnante di pilates part-time, e ho ricostruito i rapporti con la mia famiglia. Inoltre, ho incontrato un nuovo uomo circa sei mesi fa. Mi sento felice, finalmente. Non era ‘cattiva nell’amore’: ero malata. E ora sto bene, imparo cosa significa amare in modo sano, a 51 anni. Meglio tardi che mai.

La rinascita e la vita stabilizzata: da Samantha X a Amanda Goff